Sinossi

La prima neve è quella che tutti in valle aspettano.

È quella che trasforma i colori, le forme, i contorni.

Dani però non ha mai visto la neve.

Dani è nato in Togo, ed è arrivato in Italia in fuga dalla guerra in Libia.

È ospite di una casa accoglienza a Pergine, paesino nelle montagne del Trentino, ai piedi della

Val dei Mocheni.

Ha una figlia di un anno, di cui però non riesce a occuparsi. C’è qualcosa che lo blocca. Un

dolore profondo.

Dani viene invitato a lavorare nel laboratorio di Pietro, un vecchio falegname e apicoltore

della Val dei Mocheni, che vive in un maso di montagna insieme alla nuora Elisa e al nipote

Michele, un ragazzino di 10 anni la cui irrequietezza colpisce subito Dani.

Il padre di Michele è morto da poco, lasciando un grande vuoto nella vita del ragazzino, che

vive con conflitto e tensione il rapporto con la madre e cerca invece supporto e amicizia nello

zio Fabio.

La neve prima o poi arriverà e non rimane molto tempo per riparare le arnie e raccogliere

la legna.  Un tempo breve e necessario, che permette a dolori e silenzi di diventare occasioni

per capire e conoscere. Un tempo per lasciare che le foglie, gli alberi e i boschi si preparino a

cambiare.

In quel tempo e in quei boschi, prima della neve, Dani e Michele potranno imparare ad

ascoltarsi.

LA PRIMA NEVE nei cinema italiani

Città

Cinema

 

programmazione

matera

comunale

11-13 dic

isola della scala

cpt. Bovo

16-17 dic

s.bonifacio

centrale

20-21 dic

piacenza

jolly

11-18 dic

roma

don bosco

12-13 dic

rovigo

cinergia

12-18 dic

fabriano

movieland

12-dic

merate

cinema nuovo

16-dic

castelletto

metropolis

16-dic

cattolica

ariston

17-dic

torino

monterosa

15-16 dic

padova

Don Bosco

 

17 dic

dueville

Businelli

 

18-19 dic

lavis

Comunale

 

10-11 gen

TRAILER

DAL 17 OTTOBRE IN 40 SALE ITALIANE 

CAST ARTISTICO

CAST TECNICO

  • Regia Andrea Segre
  • Soggetto e sceneggiatura Marco Pettenello, Andrea Segre
  • Fotografia Luca Bigazzi
  • Scenografia Leonardo Scarpa
  • Montaggio Sara Zavarise
  • Suono di presa diretta Alessandro Zanon (AITS)
  • Musiche originali Piccola Bottega Baltazar
  • Costumi Silvia Nebiolo
  • Aiuto regia Cinzia Castania
  • Organizzatore generale Nicola Rosada

  • Prodotto da Francesco Bonsembiante e Marco Paolini per Jolefilm
  • con Rai Cinema
  • In collaborazione con Trentino Film Commission e Trentino Marketing Spa
  • In associazione con Tasci srl, Davide Orsoni
  • Con il contributo della Direzione Generale per il Cinema – MiBAC
  • Distribuito da Parthenos
  • Durata 105 min



  • E con Mahira Sadia Afzal
  • Bimba afghana Simran Kaur Chandi
  • Abraham Arona Faye
  • Fatou Manuela Chisom Lunginus
  • Signora Ghert Maria Agnese Pintarelli
  • Luca, padre di Michele Florian Planker
  • Tiziana Beatrice Uber
  • Ufficio stampa Italia
    Daniela Staffa
    Federica Ceraolo
  • Ufficio stampa internazionale Claudia Tomassini
  • Segretaria di edizione Gina Neri
  • Assistenti alla regia
    Anna Elisabetta Conti
    Simone Falso
    Irene Tommasi
  • A.O.S.M. Chiara Coller (AITS)
  • Direttore amministrazione e affari legali Lorenza Poletto
  • Amministrazione
    Mattia Masiero
    Francesca Cuzzolin
  • Cassiera Susanna Boetto
  • Direttore di produzione Marco Zanon
  • Coordinamento di produzione Anna Offelli
  • Segreteria di produzione Lucia Candelpergher

  • Location manager Marco Milani
  • Accommodation Giovanna Grassetto
  • Assistente di produzione Paola Bonsembiante
  • Aiuti di produzione
    Diego Scano
    Luca Zambolin
  • Aiuti di produzione aggiunti
    Maddalena Bonsembiante
    Valentina Bonsembiante
    Nicola Di Terlizzi

    Davide Falovo

    Giacomo Gagliardo

    Nicola Gomiero

    Giacomo Lacerenza

    Antonio Pisanello

    Francesco Sbarigia

    Alvise Sclisizzi

  • Operatore seconda macchina Luan Amelio Ujkaj
  • Primo assistente operatore Paolo Cafiero
  • Secondo assistente operatore Rafael Jeneral
  • Assistente operatore preparazione Salvatore Bognanni
  • Aiuto operatore Matteo Calore


  • Aiuto scenografo Margherita Citran
  • Attrezzista di scena Michelangelo Barbieri
  • Operatore Steadycam Massimo Moschin
  • Capo squadra elettricisti Alessandro Saulini
  • Elettricista Fabio Policastro
  • Aiuto elettricista Alex Tapparelli
  • Capo squadra macchinisti Patrizio Marra
  • Macchinista Cristiano Biagioli
  • Aiuto macchinista Francesco Boso
  • Microfonista Alessandro Palmerini
  • Make up and hair design Silvia Persica
  • Assistente Make up Archontoula Skourtanioti
  • Assistente costumi Claudia Santaniello
  • Assistente scenografo Gianpietro Huber
  • Attrezzista di preparazione Andrea Brigenti

  • Aiuti attrezzisti di preparazione Dumitru Petrisor
  • Aiuti attrezzisti aggiunti
    Enrico Casagranda

    Maurizio Casagranda

    Corrado Lenzi

    David Struhak

    Igor Struhak

  • Fotografo di scena Simone Falso
  • Assistenti al casting
    Katia Bernardi
    Chiara Coller
  • Consulenza legale Germana Scalco
  • Consulenti del lavoro Meneghetti Lepscky e Cola Associati
  • Consulenza prevenzione e sicurezza sul lavoro Filippo Vigato

  • Stunt Coordinator Stefano Maria Mioni
    Emiliano Novelli
  • Effetti visivi digitali Chromatica
  • Supervisore Effetti Rodolfo Migliari
  • Assistente al montaggio Chiara Russo
  • Secondo assistente al montaggio Uliana Favuzza
  • Direttore di postproduzione Enrico Barone
  • Art Director Marco Lovisatti
  • Montatore del suono Riccardo Spagnol
  • Fonico di mix Marco Coppolecchia
  • Mixaggio musiche Massimo Trisotto
  • Consulente musicale Stefano Nanni
  • Effetti sonori
    Stefano Grosso

    Giancarlo Rutigliano

    Marzia Cordò

    Stefano Costantini

  • Foley artist Aleksandra Stojanovic
  • Foley recording Vladan Nedeljkov
  • Registrazioni audio, Parigi Plus 9 Productions

  • Macchine da presa D-Vision
  • Lampade e gelatine R.E.C.
  • Dolly Movie people
  • Materiali macchinisti – elettricisti Luxor
  • Materiale fonico Lambda

    Nagrit

  • Post Production Technicolor
  • Producer Nicola Bello

Luoghi

Fino a Palù arrivando da Fierozzo si parla mocheno, una specie di antico tedesco.

Fino a Palù arrivando da Sant’Orsola, invece, solo dialetto trentino. Mocheno italiano dicono alcuni.

A Palù la valle ­nasce e si torna indietro.

O si sale in alto.

Oltre i Masi, verso le sette creste, fi­no al lago Erdemolo, lungo le rocce nere del Lagorai.

Palù è a 1600 mt, Sant’Orsola meno di 1000. Fierozzo appena di più.

Così quando i larici sopra a Palù sono gialli, a Sant’Orsola sono ancora verdi.

Mentre i faggi e le betulle cambiano le foglie prima. Rosse, ocra, arancioni, viola, amaranto.

Ma nelle faggete non ci sono gli abeti e i pini. Loro si confondono solo con i larici.

Le api di montagna non amano i larici, solo gli abeti. Quelle che si perdono nei larici rischiano di fare la

melata e le arnie si rompono, si spezzano.

Quasi più nessuno ha le api in valle e sono quasi scomparse anche le mucche.

Ci sono due, forse tre pastori di pecore e capre. Salgono i boschi sopra Frassilongo, verso i pascoli

alti di Kamauz e Roveda. Tanti sono invece ancora i cacciatori. Due cervi maschi o un cervo femmina

all’anno per ogni comune. Non uno in più, questa è la regola. Ma cerbiatti molti di più.

Tutti sanno chi ha cacciato cosa. Le voci corrono da paese a paese, da maso a maso, le vecchie case

di legno e pietra dove le famiglie si tramandano di generazione in generazione, come microcosmi di

quell’arcipelago antico e silenzioso che ha ospitato il nostro racconto.

ragazzi.

In collaborazione con

Note di Regia

La luce entra nel bosco insieme alle ombre. Si alternano, si incrociano, giocano come vuoti e

pieni, come spazi di vita tra silenzio e rumore. Gli alberi sembrano voler scappare dal bosco.

Ma non possono. Crescono a cercare la luce, si allungano per superare gli altri, ma rimangono

tutti ancorati lì, uno affianco all’altro, in file regolari che segnano le prospettive.

È il bosco il luogo centrale dell’incontro tra Dani e Michele; è in quello spazio che i due si

seguono, si cercano, si respingono, si conoscono. È uno spazio in cui la natura diventa teatro.

Dove la realtà diventa luogo dell’anima e ospita significati e metafore che la trascendono.

Pronta a diventare sogno.

Come nel mio primo film Io Sono Li, anche La prima neve è costruito nel dialogo costante

tra regia documentaria e finzione, tra il rapporto denso e diretto con la realtà e la scelta di

momenti più intimi costruiti con attenzione ai dettagli della messa in scena. Così è anche

nel lavoro con gli attori: persone del luogo e attori professionisti interagiscono tra loro, in

un processo di contaminazione tra realtà e recitazione. Con il privilegio, in questo secondo

film, di aver finalmente potuto lavorare con l’energia e l’imprevedibilità di bambini e giovani

ragazzi.

Andrea Segre

Note di Produzione

Fare film che raccontino storie reali, film di finzione e documentari, che sono forme diverse

di uno stesso linguaggio, di cinema. Con Andrea Segre condividiamo da sempre l’idea che con

il cinema si possono raccontare storie difficili, locali, legate a un territorio particolare, dove

però il dolore e la sofferenza dei protagonisti riescono a emozionare gli spettatori di ogni

Paese. Abbiamo provato a farlo ne “La prima neve” che racconta il superamento di un dolore

profondo attraverso la condivisione, il dialogo, l’affetto e l’ascolto.

Forse proprio la parola “condivisione” caratterizza anche il nostro modo di fare cinema.

Abbiamo costruito un gruppo di lavoro compatto, in cui tutti conoscono a fondo la storia,

ne parlano e ne discutono. Chiarezza, ascolto e appunto condivisione sono diventate le

caratteristiche principali dell’approccio produttivo e della strada che abbiamo percorso tutti

insieme.

Il film ha raccolto inoltre il sostegno della Film Commission del Trentino e di Trentino

Marketing spa, la collaborazione di Rai Cinema, il contributo del Ministero per i Beni e le

Attività Culturali, e l’appoggio di partner privati, Montura e Davide Orsoni, che già ci avevano

accompagnato durante il primo film Io sono Li.

Con la nostra squadra e con la preziosa partecipazione degli abitanti della Valle dei Mocheni

abbiamo provato a raccontare questa storia, una storia reale, una storia difficile.

Nel nostro piccolo cerchiamo di cambiare l’approccio produttivo che contraddistingue il

cinema italiano.

“Cambiamento” è l’altra parola che contraddistingue le produzioni indipendenti e che in

questa 70a edizione della Mostra del Cinema di Venezia ha il suo riconoscimento: il Direttore

Barbera ha selezionato film indipendenti, con linguaggio innovativo, con formati eterogenei:

ha selezionato il Cinema Italiano di oggi, senza vincoli e pregiudizi.

Francesco Bonsembiante e Marco Paolini

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Daniela Staffa
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Claudia Tomassini + Associates International Film Publicity
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info@jolefilm.it
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